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Fotografare "On the road"

Fotografare in viaggio è sicuramente difficile ma fotografare "on the road" lo è ancora di più.


Dall'inglese si traduce esattamente "sulla strada", un termine per indicare uno stile fotografico e spesso anche di vita, mirato a raccontare una storia di viaggio.

Questo genere fotografico e stile di racconto non è conforme a delle regole, a dei tecnicismi o a una routine ma bensì si tratta di un approccio molto "libero" alla fotografia. Per essere più chiari potremmo dire che questo stile fotografico deriva dalla necessità di intraprendere un viaggio alla scoperta di nuove realtà che solo una volta vissute verranno fotografate.

Questo genere fotografico o meglio dire di racconto, pur per quanto divertente possa sembrare, se affrontato professionalmente non è affatto una cosa semplice. Infatti al contrario dei set fotografici quali siamo soliti allestire, in casi come questo non abbiamo la certezza di una routine ma i piani che ci facciamo nell'arco della giornata vengono continuamente stravolti. Anche le cose più semplici diventano complicate, come ad esempio il download dei file sui nostri hard disk. Spesso mi sono trovato a scaricare innumerevoli quantità di immagini mentre guidavo, oppure mi è capitato di lasciare il computer nel baule della macchina a scaricare file mentre io sono fuori a scattare. Questi sono solo alcuni esempi di vita quotidiana che rendono l'intero workflow più lento e complicato.



Fotografare "On the road" è un riassunto di tre parole: organizzazione, pazienza e ispirazione. Tre concetti che non possono essere minimamente trascurati. Per mantenere un workflow efficiente e professionale questi tre aspetti sono da monitorare costantemente. Partendo dal fatto organizzativo è inutile dire che vivendo in una macchina o furgone che sia per un lungo periodo di tempo è necessario essere ordinati per non rischiare di perdere giorni e giorni di materiale. La pazienza è un punto cardine per la riuscita fotografica in condizioni come queste, infatti il più delle volte non viaggiamo mai soli e quindi abbiamo sempre qualcuno al nostro fianco. Può accadere che il nostro travel partner non lo conosciamo e quindi vivendo a stretto contratto rischiamo di far nascere litigi che portano a una diminuzione della qualità del contenuto finale. In fine ma non per ultima in ordine di importanza c'è il fattore ispirazione. Solitamente quando siamo in viaggio è difficile non essere ispirati, però può succedere che per un crollo psicofisico o una rottura dei propri equilibri anche la nostra fonte di ispirazione possa denaturarsi e perdere la sua efficacia.


Come sempre, restate #On the road to inspiration


A presto,

Fra



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