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Fotografare outdoor: l'arte di improvvisare.

Il titolo di questo articolo mi è venuto in mente proprio mentre stavo osservando questa fotografia.

Lo scatto riportato qui sopra è stato frutto di improvvisazione. Mentre ero sulla strada per le Tre Cime di Lavaredo mi sono accorto delle potenzialità di un momento del genere. La luce filtrante e la strada praticamente deserta creavano l'atmosfera e le condizioni perfette per una foto del genere. Posizionata la fotocamera su cavalletto e con in mano il remote controller sono riuscito a farmi un autoscatto del tutto non programmato.


Ebbene si, pur per quanto cerchiamo di organizzare, pianificare e controllare il tempo spesso ci troviamo ad affrontare decisioni improvvise, spesso irripetibili che, a chi come me cerca di catturare storie, sa bene di cosa sto parlando.

Improvvisare è un arte. Saper districarsi tra le centinaia di variabili che si possono venire a creare quando si è di fronte a un'azione repentina e volatile non è assolutamente facile. In questo caso l'esperienza ci dà l'opportunità di correre "a passi più svelti" ma in alcuni casi sta a noi saper prevedere l'evolversi di una determina condizione, opportunità o azione.

Definisco questa condizione come "il controllo del momento", uno stato mentale e fisico che solo vivendo pienamente nel momento presente riusciamo a percepirlo. Chi lo ha provato sa di cosa sto parlando. Si tratta di una condizione per cui riusciamo a prevedere, quantomeno in parte l'evolversi di una specifica azione. Questa qualità, che non tutti posseggono, sia per l'inadeguatezza del momento fotografato rispetto alle proprie abitudini fotografiche che rispetto alla mancanza di conoscenza della propria attrezzatura, è di assoluta importanza.

Nell'articolo precedente ho voluto paragonare la fotografia outdoor alla meditazione (se ti sei perso l'articolo clicca qui: https://www.francescopierini.com/post/fotografia-outdoor-uno-stato-meditativo ), infatti credo vivamente che per sfruttare un susseguirsi di azioni non pianificate ma improvvisate è necessario stabilire un legame sia fisico che psicologico con l'ambiente outdoor e la macchina fotografica. Si tratta quasi di subconscio, un legame che ci rende padroni del momento che stiamo vivendo. Solo una volta raggiunta questa consapevolezza saremo in grado di improvvisare e di sfruttare a nostro vantaggio ciò che non è programmato.

Improvvisare significa sapersi guardare intorno, saper leggere il momento, saper toccare con mano le emozioni, conoscere a fondo i tecnicismi della nostra attrezzatura.


Per concludere vorrei dire che spesso le migliori fotografie le scattiamo quando siamo completamente presenti nel momento presente instaurando cosi un legame superiore a ogni fonte di possibile distrazione come ansia, paura o limitazione creativa.


A presto!

Fra


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