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Fotografia d'arrampicata: fotografare in parete.

Quanti di voi condividete la passione per la fotografia ma siete anche climbers amanti della montagna o della falesia? Nel corso degli ultimi anni ho conosciuto molti ragazze e ragazzi che come me sono entusiasti all'idea di immortalare le loro passioni in immagini.


Fotografare e farlo bene sono due condizioni già di per sé molto complicate, immaginate se dovreste farlo appesi a una corda con tutte le complicanze del caso. Non importa precisare che per iniziare a fotografare in parete sia necessario conoscere bene la propria fotocamera, muoversi nel menù con estrema disinvoltura e conoscere bene tutte le funzioni.

La fotografia d'arrampicata è sicuramente un argomento molto interessante. Solo il pensiero di portare la propria attrezzatura mentre si è in parete è alquanto allettante e stimolante. Quando si è in parete a fotografare tutto cambia, è necessario essere pienamente concentrati su ciò che sta accadendo attorno al nostro obiettivo senza perdere minimamente l'attenzione per la nostra sicurezza. Spesso chi fotografa in parete e in particolare su lunghi tiri, deve portarsi al seguito ingenti quantità di attrezzatura. Per servizi importanti un corpo macchina non sarà sufficiente e per lunghe giornate di shooting sarà necessario anche attrezzarsi con uno zaino di viveri. Questo per darvi un'idea del peso che può variare a seconda del tipo di shooting da realizzare.


Come organizzo uno shooting in parete?


- Pianificazione dello scatto: da paesaggista nato amo pianificare lo scatto con programmi come: Location Scout, The Photographer Ephemeris, Clear outside o Google Earth. Avere un'idea della location è senza dubbio di grande aiuto in fase di scatto.


- Ricerco a tavolino quali sono i punti migliori per posizionarmi durante la fase di shooting. Spesso e volentieri soprattutto in montagna, la linea che intendiamo fotografare può essere distante anche decine di metri dalla catena su cui possiamo ancorarci per avere delle prospettive laterali. In falesia la situazione cambia, ci sono molte vie ravvicinate e i punti dove possiamo posizionarci sono molto più vicini alla linea da fotografare.


- Sfrutto le condizioni: mi piace sempre ricordare che in generale non è necessario "forzare" uno scatto quando con dei piccoli accorgimenti riusciamo comunque ad ottenere dei risultati graditi. Ad esempio l'utilizzo del grandangolo in parete anche se molto distanti dal soggetto ci aiuta a dimostrare le proporzioni tra soggetto e montagna. Questa tecnica consiste nel posizionare il vostro soggetto in uno dei terzi della fotocamera utilizzando per più del 70 % del frame come spazio "negativo". Ovvero una porzione di immagine pulita che rende significativamente l'idea della profondità e ampiezza del luogo fotografato.



- Organizzazione della borsa fotografica: Quando si intende fotografare in parete è necessario prendere delle decisioni in termini di qualità/peso. Questo perché muoversi in parete con grossi pesi non è assolutamente una cosa semplice e in generale risulteremmo impacciati e rallenteremmo la scalata. La borsa fotografica che personalmente utilizzo è una semplice tracolla con la possibilità di essere ancorata su due punti e fissata lateralmente al nostro corpo. Questo tipo di tracolla ci permette di avere un accesso rapido alle nostre fotocamere.


- Attrezzatura: l'ideale è disporre di due corpi macchina per non doversi trovare a cambiare l'obiettivo in caso di necessità in parete. Schedine a quantità industriali e batterie! Tante batterie nel caso di lunghe giornate in parete.


- Calarsi o risalire su corda? Sicuramente dovremo disporre di entrambi gli strumenti che ci permettono di risalire o di calarsi su corda. Tutto dipende dalla disposizione della parete da fotografare. Nel caso in cui la catena possa essere raggiunta da sopra, è vivamente consigliato calarsi per evitare di utilizzare il jumar mentre nel caso contrario l'unica soluzione sarà risalire dal basso con tutte le complicanze del caso.



- Borsone di supporto: il borsone di supporto serve per avere sempre vicino a noi tutto ciò di cui possiamo avere bisogno. Cibo, acqua, corde, flash etc... Nel caso della discesa dall'alto basterà calare la borsa con una corda mentre se intendiamo risalire dal basso sarà necessario recuperare lo zaino con una corda aiutandoci con una piccola puleggia per poi fissarlo su roccia in uno dei punti a noi più comodi.


- Relazionarsi con il climber: avere un contatto diretto con il vostro soggetto fotografato è di assoluta importanza (es: usare ricetrasmittenti). Conoscerlo bene ancor di più. Ogni climber ha la sua personalità e spesso, durante le parti particolarmente difficili e anche molto interessanti al livello fotografico, non vuole nessuna distrazione o elemento di ingombro sulla sua linea. Onde evitare di creare complicanze anche molto pericolose è sempre bene conoscere quali saranno i movimenti che il vostro soggetto andrà a compiere e chiedergli spesso se preferisce la vostra presenza o meno. Nel caso di un passaggio stretto date preferenza all'utilizzo di telephoto per mantenere le distanze dovute.


Durante le prossime settimane vi porterò direttamente in parete con qualche BTS molto interessante!


Spero che abbiate trovato questi consigli utili per la vostra prossima uscita fotografica!


A presto, Fra. :) # ON THE ROAD TO INSPIRATION

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